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Archive for the ‘Il Punto di D.M.’ Category

Il Punto di D.M. (XX^)

Meno male che il girone H della serie D non è la serie A italiana: per la quale, due anni fa, nell’estate dei mondiali vinti anche da Lippi (10), Buffon (10), Cannavaro (10), Del Piero (10) e perciò da Moggi (almeno 9), i poteri dello Stato, in mano al centro sinistra di quel furbastro pesce lesso incompetente di prodi (3) e di quella slavata fannullona in calore di melandri (3), decisero, con il contributo assai determinante dei media (pure questi quasi tutti in mano al centro sinistra) e per il tramite del signor rossi (2), ex senatore diesse ed ex consigliere d’amministrazione inter, che per i campionati a venire non ci sarebbe più stata lotta al vertice e che il più grande scopritore di bidoni in giro per il mondo, alias moratti (2), avrebbe indossato scudetti altrui e vinti altri per un indeterminato futuro.      

Il girone H della serie D, invece, è, sia al vertice che in coda, bello, incerto, avvincente e combattuto, pur se risente, almeno nel settore arbitrale, di quello che i giornalai sportivi (3) di mediaset, la7, repubblica, corriere della sera, corriere delo sport, il messaggero e gazzetta dello sport si ostinano a chiamare “nuovo corso”: quello voluto dai nuovi padroni del vapore calcio che hanno chiamato a dirigerlo, un signore, di nome collina (2), che riuscì, anni fa, ad arbitrare, al “Renato Curi” di Perugia, una partita di calcio tra rane e rospi.  

E’ già da un pò di domeniche che Bitonto e Barletta si danno il cambio in testa: è ancora presto per “la bandiera a scacchi”, ma, avendole viste personalmente (il Bitonto al “Lorusso” ed il Barletta al “Puttilli”) non vorrei stessero “tirando la volata” all’Aversa che domenica andrà facile facile a Lavello (9 alla sua dirigenza che sta onorando la maglia e il nome del Lavello) mentre le B&B baresi si “menano” tra loro.

I neroverdi di Zunico regolano, in rimonta, con un gol del “nuovo” Giuntoli, quel Sapri che non perdeva da ben quattro turni e nei quali aveva raggranellato “solo” dieci punti. Il Barletta, invece, subisce la terza sconfitta esterna e cede all’Aversa del nuovo corso di mister Sergio.

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In zona play off resistono il Gragnano che, nell’anticipo di sabato, al “Pisicchio” di Lavello, fa grandinare 8 palloni sui “bravi ragazzi” di Inguscio, ed il Grottaglie che, nonostante la sconfitta a Francavilla (nella foto sopra un’azione della gara), mantiene la posizione e, però, già vede la ruota anteriore proprio dell’undici di mister Lazic che, al Fittipaldi, e cioè in casa, sta trovando un ruolino di marcia degno delle cosiddette “grandi”. Immediate inseguitrici di queste sono Ischia e Brindisi che impattano, pure se in modo diverso, rispettivamente contro Savoia e Horatiana: se l’Ischia,  sprecona sino all’inverosimile in casa contro il Savoia, perde due punti, il Brindisi, a Venosa (nella foto sotto un’azione della gara), ne conquista uno, viste le occasionissime non concretizzate dagli avanti oraziani nei minuti finali.

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Considerato in off side il Lavello, “la mischia” dei play out è già in piena bagarre. “La meta” è ancora lontana e però già emergono gli indizi di un’incertezza che regnerà sovrana sino all’ultima giornata. l’Horatiana, con il pari in casa, si fa scavalcare da una Viribus che va a vincere addiruttura a Fasano conquistando perciò doppia posta, e si fa avvicinare invece sia dal Quarto (vittorioso nei minuti finali contro l’ex sorpresa Pomigliano) che dal sorprendente Matera il quale, sul difficile campo e nell’ostico ambiente di Giugliano, conquista, con la nuova conduzione tecnica di mister Raggi, una meritatissima vittoria.

Che all’Horatiana di mister Di Pasquale, ormai, manca da tre gare: nonostante due di queste si siano disputate al “Lorusso”. 

Domenica contro un Brindisi che vanta un organico tra i migliori del girone e contro l’arroganza di un sistema (rappresentato dalla terna arbitrale e da 2 commissari di campo) che vuole avvelenare il calcio partendo dalle serie minori, l’Horatiana, dopo un primo tempo decisamente sotto i suoi standards casalinghi, nella ripresa e, soprattutto, nell’ultima mezz’ora, ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutte le formazioni del girone: il carattere, la voglia, le palle “tirate fuori” hanno fruttato il pari. Che è rimasto tale per l’ormai cronica e quasi maniacale incapacità di “metterla dentro” che colpisce chi, nell’Horatiana, per mestiere e ruolo, dovrebbe segnare.

Con i pareggi in casa e le sconfitte fuori casa, “manco coi pompieri ci salviamo”.

Questo mister Di Pasquale lo sa, e lo sa l’intero ambiente: il quale deve ritornare a fare quadrato ed a compattarsi contro chi vuole che l’anno prossimo il “Lorusso” torni ad essere vuoto. Chiunque esso sia: ivi comprendendo un regime, più che una classe arbitrale, che mostra, senza ritegno e ogni domenica, la sua sudditanza psicologica non verso le cosiddette grandi (che pure potrebbe starci), ma, più vigliaccamente, verso certi e cosiddetti bacini d’utenza (che, evidentemente, per loro sono più bacini di paura).   

di Donato Mennuti

                  

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(XI^ Giornata)

 H. Venosa – Gragnano: 1 – 1

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L’Horatiana va di nuovo a punti. E muove ancora una volta la classifica: perchè, con “il cuore” dei suoi ragazzi ed il grande spessore umano e tecnico di mister Lello Di Pasquale, recupera un sinistro svantaggio che, sino a 6′ dalla fine, la vedeva perdente sul “campo neutro” di Fasano, contro un Gragnano “assai meno bello” di quanto racconti la classifica.   

Sconfitta domenica scorsa al Lorusso dall’Ischia, e, soprattutto, da un arbitro che neanche Moratti, il suo personale Commissario Rossi e quell’incompetente di Collina si possono permettere; patteggiato, nel turno infrasettimanale di giovedì, un onesto pari a Fasano contro i padroni di casa biancazzurri di mister Pettinicchio, e costretta dalla Federazione a rigiocare, per il turno di squalifica del Lorusso (causa i fatti contro l’Ischia), di nuovo al “Curli” della bella cittadina fasanese, l’Horatiana ha continuato, nonostante tutto, la sua corsa anche contro la neopromossa Gragnano.

Si è ripresentata al “Curli” di Fasano avanti i suoi pochi ma prodi Draghi, che l’hanno seguita poco importandosene di certe situazioni societarie che rasentano “‘l’Operetta” per alcuni e il dramma per altri. 

C’è il Gragnano e la bandiera e la maglia vanno onorate. 

A Noi basta che a rispettarle ci sia stato un manipolo di ragazzi (Musco, Carlino & Company) che, giustamente ed in modo degno, protestano contro certa dirigenza “che sembra voler mandare tutto a mare”, a fronte di altra certa dirigenza che, invece ed ancora una volta, “butta il cuore oltre l’ostacolo” e parte alla volta di Fasano a rincuorare quel ragazzaccio di mister Di Pasquale, che, cocciuto ed epico, vuole che il romanzo continui. E che “il giocattolo – come ha detto alla stampa – non si rompa”. 

Sto scrivendo mentre pare che “il giocattolo si sia aggiustato”. Sperando che non sia “la tela di Penelope” di giorno.

Ne sono contento, come, penso lo siano, tutti i tifosi (quelli veri) dell’Horatiana.

Oggi (che è mercoledì 7 novembre), al Lorusso di Venosa, si respirava, in allenamento, l’aria di sempre: volitiva ed incoraggiante. Positiva. Quella che non ha mai abbandonato “il gruppo”: perchè neanche nelle ore più difficili mister Di Pasquale ha subito “il malumore” della truppa senza invertirlo.  

Oggi c’era solo buonumore: e, però, c’erano anche meno tifosi sugli spalti a seguire quello che, per alcuni, in questi mesi, è diventato una sorta di spettacolo e rito insieme: l’allenamento di mister Di Pasquale. 

Si va verso la trasferta contro l’Aversa Normanna: la corazzata superaccessoriata e favorita del girone H, che vive, beata lei, solo “le difficoltà del rettangolo” e della classifica.

L’Horatiana, anche Società, oggi sembra di nuovo viva.

E per una volta, di quanto è successo nel girone di sua competenza e alle altre squadre che ne fanno parte, ce ne possiamo pure dimenticare: con la promessa che, prima possibile, si ritornerà a fare la solita ed attenta disamina di un torneo che sta iniziando a diventare difficile e pericoloso per quasi tutte le partecipanti, e bello ed avvincente per gli appassionati.

di Donato Mennuti

       

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(VIII^ Giornata)

 H. Venosa – Matera: 0 – 0.

Ci prova la Puglia del B & B: Bitonto (1 – 0 con il Brindisi) e Barletta (4 – 0 con il Lavello) provano quella che, a chi s’intende di ciclismo e di “Giri”, è una fuga “da lontano”.  E ad attaccare “da lontano” non sempre è buono.

Ma questo vale per le due ruote.

Il calcio, invece ed alcune volte, ma solo alcune, sembra dire “Fammi prima e fammi …”.

Ed allora peggio per chi insegue: perchè il potere logora chi non ce l’ha.

La Campania, infatti, rincorre: con la “superaccessoriata” Aversa che, contro il Grottaglie di mister Del Rosso, non fa meglio di quanto ha fatto, al Lorusso, la matricola Horatiana (uno a uno), ed il Pomigliano che, dopo sei giornate “utili” consecutive, a Gragnano, al 90′, vede sfuggirsi il pari che l’avrebbe fatta “terza forza”. 

A “fiatare sul collo” delle campane ancora due pugliesi:

il Grottaglie (di cui sì è già detto per quanto fatto a San Felice) ed il Brindisi che, nell’anticipo di sabato, per nulla demeritando, ha perso contro la capolista Bitonto.

E le due lucane: il Francavilla di Lazic che si riscatta dopo l’ultima sconfitta casalinga andando a vincere ad Ischia, in quella che è diventata, per gli ischitani, “l’isola che non c’è” (tre sconfitte consecutive in casa); e l’Horatiana Venosa che “tiene” un pari casalingo contro il Matera di Ruisi, giocando, per oltre metà gara, in dieci, a causa dell’espulsione del centrale di difesa D’Andrea.

Detta espulsione, va detto, non ha alterato la grande solidità difensiva casalinga dei gialloverdi di Di Pasquale, i quali, escludendo “i marziani” del B & B (a zero nella casella dei gol subiti in casa), sono l’undici con la miglior difesa tra le mura domestiche (solo la sfortunata rete, al 93′, del Grottaglie contro le 2, 3, 4, 5 e 6 subite, in casa, da Pomigliano, Grottaglie, Brindisi, Aversa e Francavilla) dell’intero girone. E tanto a dispetto di qualche nuovo “giornalista della  domenica” che, evidentemente, “gode” (beato lui che s’accontenta) a propinare vari “5,5 e 6” ad una grande difesa quale si è dimostrata, sino ad ora, quella di Musco e Carlino.

Per il resto, facciamo presto e “scopiazziamo qualcosa”: altrimenti, come ha riferito qualcuno, non mi legge nessuno perchè, dicono, sarei “troppo lungo”.

Primo gol esterno del Quarto che gli consente di uscire indenne dal campo del Fasano (1 – 1). La stessa cosa e con il medesimo risultato dicasi per il Savoia che va a pareggiare a Giugliano: per i torresi non è solo il primo gol esterno ma anche il primo punto fuori casa. Gli spigolatori di Sapri, invece, bagnano la prima vittoria in casa con una cinquina: la Viribus, che pure fa tris, si deve arrendere ad un Visciglia di nuovo super e massimo cannoniere del girone.

Nulla da fare, ancora, per un Lavello che, dopo le decisioni della giustizia sportiva e “le quattro pappine” barlettane, resta sconsolatissimo ultimo nel girone. Appena dietro un incoraggiante Matera, che, come già detto, ottiene il pari a Venosa pur giocando, per tutta la seconda frazione di gioco, con un uomo in più. E prima della partita con un dirigente in più: il quale – in una trasmissione radiofonica – male ha fatto a dire che l’undici materano è sicuramente da play off e che a Venosa avrebbe, con molta probabilità, vinto … 

Diceva bene Nostro Signore: “Beati i poveri in spirito perchè di essi …”.

Donato Mennuti

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VII^ Giornata (14/10/2007)

   Francavilla – H. Venosa: 1 – 2.  

dipasquale11.jpg A chi mi consigliava, domenica scorsa alle 17:00, messa al sicuro la vittoria esterna dell’Horatiana a Francavilla, di non cominciare “Il Punto” sulla VII^ di campionato dalla vittoria dell’Horatiana, perchè insomma, c’erano prima il Bitonto, il Barletta, l’Aversa, il sorprendente Pomigliano e via dicendo, e poi sarei sembrato di parte, oggi che è mercoledì, rispondo, educatamente, “ma per favore …!”

Potendo aspettare un attimo le prime della classe (a cui ho pure dato, nei “Punti” precedenti, e continuerò a dare, ampio risalto), questa settimana a me pare giusto “prendermi la licenza” di  dare lo spazio più importante di questa pagina all’undici di mister Di Pasquale (nella foto in alto a sinistra). Non foss’altro per una sorta di “par condicio” che ritengo doverosa non solo nei confronti dell’Horatiana (e questa è carità di parte), ma anche de “gli amanti del calcio” che seguono questo blog.

Perchè se una neopromossa in serie D, alla 7^ di campionato è settima in classifica, piazza ogni settimana uno o due suoi protagonisti nel Top 11 del “Corriere dello Sport”, va in casa del Francavilla (che ha rifilato 3 pappine al Brindisi), vince una gara “molto spigolosa e combattuta”, e, poi, vede, su certe pagelle del Lunedì, che solo due suoi giocatori sono stati votati oltre la sufficienza, e che, anzi, le insufficienze sono “la maggioranza”, beh allora qualcosa non quadra.

delprete_genny-6001.jpg Evidentemente qualcosa non quadra se Genny Del Prete (a sinistra nella foto), Chisena, Di Senso e soci (che non avevano mai perso in casa) restano all’asciutto, in una gara davanti al proprio pubblico, e la difesa ospite (in questo caso dell’Horatiana) non riesce ad andare, su qualche giornale, oltre la sufficienza, meritando addirittura (con Tranchino e D’Andrea) la “piena bocciatura”.       

Immaginate il giovane Criscito della Juventus che all’Old Trafford mette il bavaglio a Cristiano Ronaldo e, l’indomani, si  vede rifilare, da “Tuttosport”, un buon 5,5. Forse i termini di paragone sono esagerati, ma valga l’esempio … 

Sia chiaro: oramai su certi giornali, tutto (compresa qualche “consecutio temporum” di personale interpretazione) è diventato opinabile. Figurarsi “il pallone” che è rotondo e che trova sempre qualcuno per cui è quadrato.   

Ma così va il calcio: almeno su certi giornali locali (della Basilicata) e su quel giornaletto “di colore rosa” che si può trovare, zozzo di caffè, olio e cornetti, sul bancone dei gelati di ogni “bar dello sport” d’Italia .

Per fortuna va pure l’Horatiana: che espugna il “Fittipaldi” di Francavilla e dimostra la bontà di un progetto tecnico che mister Di Pasquale sta, con competenza e passione giuste, portando avanti.  E’ vero che la classifica del girone H è cortissima: basta una vittoria in trasferta o una sconfitta in casa per “fare la molla” tra l’alta classifica e quella bassa. E’ però i gialloverdi, che sinora non hanno mai sfigurato al “Lorusso”, domenica scorsa hanno dimostrato, “quanto c’è di buono” in quel progetto anche lontano dalla città di Orazio. Con “buona pace” di Tutti. 

Il resto non è “routine” ma insomma: cambia “la lepre” perchè il Barletta di Chiricallo non va oltre il pari a reti inviolate in quel di Matera ed, anzi, corre non pochi rischi contro l’undici del nuovo allenatore Pietro Ruisi (ex Sporting Genzano). Ne approfitta il Bitonto, che al “Giraud” di Torre Annunziata, contro il Savoia (a cui, invece, non serve il cambio di allenatore), strapazza, con Pignatta (ex Genzano) e complice un serio infortunio del bravo “portierino” torrese Pica, i bianchi oramai penultimi. 

Ma il Bitonto, non pago, oggi comanda ancora di più perchè mi giunge notizia, nei minuti in cui scrivo, che il ricorso inoltrato in Federazione avverso il risultato della gara disputata, e persa, al “Pisicchio” di Lavello, contro i dauni, è stato accolto. Con il risultato dell’attribuzione dei 3 punti alla attuale capolista e la conseguente decurtazione degli stessi punti ai gialloverdi lavellesi che, ora, diventano ultimi in classifica con soli 2 punti.      

Alle spalle delle due battistrada Bitonto e Barletta, si attesta l’ormai “ex sorpresa” Pomigliano che, al 6° risultato utile consecutivo, diventa, a questo punto, grande protagonista del campionato: a farla da padrone, contro un Fasano targato “Torrens” e mai domito sino al 93′, i soliti Ausiello, Ferullo e D’Avanzo che mandano in rete Monaco nel primo tempo su rigore, e Pastore, nella ripresa, ad una mancata di minuti dal termine.   

Aversa e Brindisi si dividono la posta ed inseguono le prime: l’Aversa di mister Boccolini per due volte va sotto e recupera, dimostrando, questa domenica, anche un grande carattere ed il giusto piglio per l’occasionale sofferenza. Autentico mattatore del match è Sifonetti (del Brindisi) che, più di una volta, mette a sedere l’intera difesa granata. Ci pensano Buonocore e, al 70′, Palumbo, a rimettere  in sesto una gara che, se persa, avrebbe creato non poche difficoltà nel clan di San Felice.  

Bene ancora fa il Grottaglie che, di misura, regola il Gragnano, e mantiene, in zona play off, il passo di Ingenito e i soci dell’Aversa.

Ed altrettanto la Viribus che, nel derby con il Giugliano, con una doppietta di Marzullo, ribalta, nel finale, il vantaggio del buon Albadoro.

Ischia e Quarto, invece, si impongono il pari: che non fa bene ad alcuna delle due. Anche perchè non approfittano del disco rosso che il Lavello di Caprioli (in tribuna perchè squalificato) impone ad un Sapri (che coabita le stesse zone di classifica) improvvisamente diventato innocuo anche in terra straniera.  

Il Lavello, che giustamente ha festeggiato la seconda vittoria interna, oggi, che è mercoledì, si ritrova, causa ricorso Bitonto (di cui abbiamo già detto), di nuovo ultimo in classifica. La tenacia ed il carattere di mister Caprioli, e l’orgoglio di una società che ha attraversato tempeste più difficili, sono garanzie di un pronta risalita.

Tale e quale quella che si augura al Francavilla di patron Cupparo che ha mezzi, tempo e carattere per tornare ad essere, da subito, quella delle prime giornate di campionato.  

Donato Mennuti 

  

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VI^ Giornata (07/10/2007)

    H. Venosa – Quarto: 1 – 0.    

   fasano.jpg  E’ Visciglia (del Sapri) il primo e sinora unico castigatore della capolista Barletta. Nulla di strano: non foss’altro per la ragione che è, in coabitazione con Ingenito dell’Aversa, il miglior marcatore del girone, e domenica è risultato, al “Campo Italia” di Sapri, meraviglioso attaccante anche dal punto di vista tattico. E’ neanche strano deve apparire il pari (il secondo in trasferta) per l’undici biancorosso di Chiricallo. Se mai qualche perplessità la desta che sia stato il Sapri ad imporglielo. E però, a rifletterci, neanche tanto: è un girone, l’H, difficile, nel quale ogni partita, almeno in questo scorcio di stagione, fa storia a sé. E non si vince sulla carta. Pensateci un po’: il Sapri (a 4 punti) scende in campo contro la capolista (a 13 punti) sul proprio terreno di gioco e, dopo neanche 60 secondi, è sotto per la rete di Piperissa. Chi pronosticherebbe più un pari? Ed invece …

Ciononostante il Barletta mantiene la testa: di un punto sopra i cugini del Bitonto che regolano con un gol per tempo la Viribus. In attesa del responso della Federazione per il ricorso presentato avverso il risultato della gara disputata, e persa, al “Pisicchio” di Lavello. Ora che sto scrivendo, la lite non è ancora decisa. Ma se si dovesse risolvere in favore dell’undici di Zunico, avremmo una nuova capolista. Ed un Lavello ancora a meno zero: soprattutto dopo l’ennesima sconfitta. Questa volta con la “Banda Giugliano”: anche se, ad onor del vero, ha ragione Principio Caprioli a far notare l’assenza di 3 o 4 elementi che sono al momento fondamentali per le fortune dei dauni. 

Chi invece ha problemi di abbondanza soprattutto in avanti (si parla di un prossimo taglio di Verolino), è mister Boccolini, che sta dando all’Aversa, gara dopo gara, il giusto equilibrio tattico. Non è un caso che proprio Verolino ed addirittura Ingenito hanno fatto il loro ingresso in campo a partita iniziata. E che Ingenito, 30 secondi dopo il suo ingresso, si sia inventato un gol in semirovesciata tipo, anzi uguale, al gol di Van Basten, in Champion, contro il Goteborg, a San Siro, una vita fa. Il Savoia, dinanzi a tanta potenza e ad un biblico acquazzone, nulla ha potuto: tant’è che paiono, diciamo poco “chiare”, le dimissioni di mister Agovino: a meno che questi o la stessa società non pretendessero punti con l’Aversa.

E’ stata, però, questa sesta di andata, una giornata caratterizzata e, diciamolo pure, condizionata, anche da certi arbitraggi che “altro che sim svizzere”: almeno su tre campi, ma su quello di Venosa sorvoleremo, per quello che ci consta, erroracci e sviste incredibili hanno influenzato … aggiungeteci voi che cosa.
Al Brindisi di mister Giugno, in quel di Gragnano, il solito Corazzini e Greco non sono bastati: perché un certo Piazza di Trapani prima s’inventa un penalty che “neanche il Commissario Rossi sarebbe riuscito a dare alla sua inter”, e poi nega un sacrosanto gol, quello del 3 a 2 (l’assistente alza la bandiera dopo l’ingresso dell’attrezzo in rete), ad un undici, quello brindisino, che mancava pure di pedine importanti (vedi, per esempio, De Leonardis). Pari lamentele potrebbe dispensare la neopromossa Fasano (nella foto) che impatta, al “Vito Curlo”, un pari con il più quotato Grottaglie. Anche qui tale Ronchi di Milano non è sembrato essere all’altezza, ma vanno evidenziati l’errore, dal dischetto, di Giacco che ha avuto l’opportunità di chiudere il match, e, soprattutto, la determinazione di un Grottaglie che ha imparato bene (e Horatiana e Ischia sanno) a sfruttare i minuti finali della gara. E a far parlare già di “zona grottaglie”.

Francavilla – Matera (giocata sabato) è stato il primo derby lucano della stagione: un punto “Buono” per gli ospiti e meno per l’undici di Lazic. Che, ad una manciata di secondi dal termine, ha avuto però la possibilità di vincere la gara con un rigore che Genny Del Prete si è fatto, invece, parare dall’estremo difensore materano Buono. Naglieri, nel Matera, è sembrato bravo, ma troppo solo per risollevarne le sorti: e domenica, intanto, al “XXI Settembre”, arriva il Barletta.

“Blitz del Pomigliano, l’Ischia si arrende”: così ha titolato il Mattino di Napoli dopo la gara tra vesuviani ed ischitani. Alfieri, tra i migliori in campo due domeniche or sono contro l’Horatiana, disegna, su punizione, una parabola deliziosa che diventa imprendibile per l’estremo isolano Celli. Ed il Pomigliano vola. Guardate, per favore, la classifica dell’undici di Pirozzi ed i numero dei gol subiti (4): invito rivolto soprattutto a chi, a Venosa, dopo Pomigliano – Horatiana (3 – 1), ripeteva che se non si riusciva a fare risultato a Pomigliano (formazione pari se non inferiore all’Horatiana), beh allora … .

Alla sesta, allora, la matricola Horatiana vince e, a dispetto di qualche solito “buontempone d’Eccellenza”, convince. Batte il Quarto di Maradona jr. che, sin dal principio ben disposto in campo, dà filo da torcere a Musco e compagni. Lo fa con una rete di Marco Conte: non nuovo a gol “di peso”. E con un impianto tecnico – tattico che si vede rafforzato dalla new entry Papagni. I gialloverdi di mister Di Pasquale hanno 7 punti e, soprattutto, hanno sette formazioni alle spalle. Hanno già giocato con tre (due volte fuori) delle prime sei in classifica. Con una (Grottaglie) hanno gettato alle ortiche la vittoria al 90′. Ed anche questa settimana due undicesimi del Top 11 (girone H) del “Corriere dello Sport” sono dell’Horatiana (Curci e Malagnino).

Non per ripetersi: è solo che ve n’è bisogno.

L’obiettivo è la salvezza.
            

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(IV^) 23 settembre 2007

Impattano e tengono “la testa” del campionato Bitonto (nella foto) e Barletta nel big match della IV^ di andata. Danno vita ad una gara che, a vedere i titoli dei quotidiani locali, pare sia stata tesa, vibrante e chissà cosa. A leggere le cronache neanche tanto. E però se l’undici di Zunico subisce una, solo una, rete in 360 minuti (che sono sei ore di gioco), e meglio fa il Barletta di Chiricallo che si trova lo zero alla colonna dei gol subiti, qualcosa dovrà pur significare. 

Sulla loro scia segue l’altra “B” pugliese: il Brindisi. L’accredito dato, ad inizio stagione, alla formazione di mister Giugno non è stato fuori luogo: Greco, ad una manciata di minuti dalla fine della partita, costringe l’Ischia a riflettere su quanto poco combina sull’isola a differenza delle ottime prestazioni fuori. 

Chi deve ringraziare le stelle, almeno oggi, è il Grottaglie: prende per i capelli, al 91′, un punto che neanche il più viscerale dei suoi tifosi avrebbe sognato, visto il match disputato, in quel di Venosa, contro una Horatiana sì bella, ma ingenua e, alla fine, quasi masochista. Mister Di Pasquale dovrà ancora lavorare: e non gli manca. Conosce bene il torneo: ha accettato una scommessa che può vincere. Magari in terra d’Orazio tutti avessero pari consapevolezza.

Dimostra, ancora una volta, buona salute il Fasano: liquida gli oplontini del Savoia che, a dire il vero, ce la stanno mettendo tutta per rendersi la vita complicata.

Il Gragnano (bontà sua), invece, riesce (e non era previsto) a diventare, dopo le cinque “sorelle” pugliesi, la prima formazione campana in classifica. Pure pareggiando, tra le mura amiche, con una Viribus che, zitta zitta, i suoi punti comincia a farseli.

Come, del resto, l’Aversa Normanna: che schiaccia un Lavello, davvero “mal combinato” ed ancora sotto zero. L’undici di San Felice dimentica un passato recente fatto di 4,5 e 5 (sono voti) ai gioielli Buonocore, Ingenito e compagnia cantando: e mostra tutto il suo potenziale. Boccolini, del resto, conosce bene il mestiere: sa che i conti si fanno alla fine. E che 99 su 100, le corazzate, in dirittura d’arrivo, hanno la meglio.

Vince il Giugliano contro un Sapri che segna tanto (ed infatti Visciglia comanda i cannonieri), ma che subisce altrettanto: 9 reti in quattro partite non sono poche.

Così come le otto e nove subite dalle lucane Matera e Lavello: sinora inguardabili, sicuramente prossime alla scossa del cambio – allenatore, e, però, ben oliate per le navigazioni con l’acqua alla gola.

Donato Mennuti 

     

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