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Archive for the ‘Brevi storie di Calcio’ Category

Nato  a  Carbonera  in  provincia  di  Treviso  il  19  dicembre  del 1937, Adriano Reginato si rivelò fin dagli esordi un portiere dalle discrete doti tecniche. Infatti, approdò giovanissimo nel settore giovanile del Treviso e con i biancazzurri esordì anche nel Campionato di Serie C. Dopo il debutto abbastanza precoce, si trasferì al Torino in Serie A, ricoprendo comunque mansioni da dodicesimo, mentre nel 1965/66 visse una proficua stagione nelle file del Lanerossi Vicenza, dove si alternò alla guardia dei pali con il più esperto Franco Luison. Ad ogni modo, nell’estate del 1966 gli si presentò un’occasione importante, in quanto lo annotò sul taccuino degli acquisti da realizzare Manlio Scopigno, giovane tecnico che stava allestendo un Cagliari che gli avrebbe dato grandi soddisfazioni in un futuro neanche troppo lontano. Reginato si guadagnò meritatamente i galloni di titolare, relegando in panchina Pianta, in un Cagliari comunque già quotato e forte dei talenti di Riva, Rizzo, Boninsegna e Greatti. Il giovane Reginato si distinse immediatamente nel panorama di quella Serie A difficile ed equilibrata. Il suo exploit iniziale fu ragguardevole. Infatti, gli riuscì di conservare la propria imbattibilità per 712’, in pratica dalla gara d’esordio di campionato sul terreno del Lecco fin alla ottava giornata del 16 novembre del ‘66, quando la squadra isolana fu piegata al Comunale di Torino dalla Juventus, per mano di un gol di Virginio De Paoli.

La sua brillante performance ebbe comunque un prosieguo nel corso di tutto il torneo, con appena 17 gol al passivo ed una difesa ermetica, in cui già spiccava sopra le righe la tenacia del battitore libero di origini argentine Angelo Longo, cresciuto nelle giovanili della Juventus. Completavano il pacchetto arretrato dei rossoblu sardi gli esterni Martiradonna e Longoni e l’altro centrale Vescovi, mentre il talentuoso Cera si destreggiava a centrocampo prima di trasformarsi in un libero di successo. Dopo l’esordio vincente di Lecco (0-2), il Cagliari allungò la striscia di risultati utili a 7 consecutivi: Milan (0-0) e Bologna (4-0) in casa, Foggia (0-0) e Roma (0-0) in trasferta, quindi ancora doppio turno interno con Fiorentina (1-0) e Venezia (4-0), fino appunto alla sconfitta di misura sul terreno della Juventus. Il record di imbattibilità iniziale di Reginato rimane tutt’ora ineguagliato, tuttavia l’ottimo comportamento del portiere trevigiano in quella stagione non ha mai avuto un seguito pari alle attese. Infatti, scarsa fortuna avrebbe avuto questo estremo difensore quasi sempre relegato nel corso della sua carriera al ruolo di dodicesimo, soprattutto quando in Sardegna approdò il più quotato e referenziato Ricky Albertosi, che scalzò impietosamente Reginato dai pali della porta della squadra di Scopigno. L’estremo difensore trevigiano riuscì comunque a collezionare una sola presenza nella stagione del 1969/70, quella in cui il Cagliari vinse il suo storico scudetto. Strano destino quello di Reginato, passato alla storia del calcio per meriti esclusivamente personali e mai premiato come adeguatamente richiedevano le sue qualità tecniche.

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Orsa Iseo – Darfo Boario Terme: campionato d’Eccellenza lombardo (girone F).

22 febbraio 1994: agli ordini dell’arbitro, signor Uberti di Erbusco, le squadre scendono in campo, puntuali alle 14:30, in una giornata umida e ventosa.

Nel Boario fa il suo esordio, dal primo minuto, Evaristo Beccalossi: il mitico “Becca” dei due rigori al Milan, compagno di bagordi ed assist di Spillo Altobelli, al posto del quale, quel giorno, avrebbe provato a lanciare in gol il duo d’attacco Bivetti – Ponzoni…  

Dicono fosse colpa del demone del poker … già le carte. Insomma “Becca” era pieno di debiti. Ed è per questo che gli facevano comodo le 300.000 lire (più 150.000 a gol e premio speciale di 4 milioni in caso di promozione) che il Boario gli aveva garantito a gettone per fargli rimettere i tacchetti ai piedi.

A quasi 40 anni, così, lui che aveva deliziato “la Scala del Calcio” con le sue stramberie balistiche, ora ciabattava, pressocchè immobile, nel centrocampo di una spelacchiata radura di paese: dinanzi ad un centinaio di persone cui non pareva vero di poterlo insultare tutte le volte che uno stop non gli riusciva o quell’animale di Ponzoni non capiva dove avrebbe messo la palla …

Poi arrivò il 36′ del secondo tempo: gara ancora inchiodata sullo 0 – 0. Punizione a circa 25 metri dalla porta dell’Orsa. Il Becca che manda via tutti mentre sistema la palla misurando, con lo sguardo, la distanza.  

Prende la rincorsa caracollando ed il suo corpo rotondetto assume, miracolosamente, movenze leggiadre che rimandano a lontane memorie. La sfera s’impenna docile ad aggirare la folta barriera e va a posarsi nel sette: magica ed imprendibile.

Così quel giorno si mise in tasca 450.000 lire: abbastanza per una notte di …

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