XX^ (13/01/2008)
H. Venosa (4 – 4 – 2): Castelgrande; Tranchino, Carlino, Musco, Giunta (dal 52′ Branicki); Livieri (dal 52′ Grasso), Conte, Papagni, Malagnino; Baratto (dal 92′ Persichino), Ciocia. All.: Di Pasquale. A disp.: Annunziata, Manfredi, Nano, Piscopo.
Brindisi (4 – 4 – 2): Ferla; Colella, Zangla (dall’85′ Pesce), Corazzini, Donvito; Fiore (dall’85′ Caputo), Kettlun, Lenti, Sifonetti; De Palma (dall’80′ Barca), Picci. All.: Silva. A disp.: Ioffrida, Blasi, Papa, Greco.
Arbitro: D’Angelo (di Ascoli Piceno) - Assistenti: Bonifazi e Ferranti.
Marcatori: De Palma (B) al 65′; Conte (HV) al 75′.
Note: Ammoniti Musco (HV), Malagnino (HV), Baratto (HV), Donvito (B) e Caputo (B).
Corner: 4 - 3 ; Recuperi: 1 + 5.
- HIGHLIGTHS –
Registriamo, secondo le cronache dei quotidiani locali, quanto verificatosi al “M. Lorusso” tra Horatiana Venosa e Brindisi: i padroni di casa, sotto di un gol (peraltro contestatissimo dalla squadra e dalla tifoseria gialloverde), riacciuffano il pari disputando un pregevolissimo secondo tempo che li porta a sfiorare la vittoria. Meglio il Brindisi nel primo tempo: sfrutta il maggior possesso palla e crea non poche difficoltà al centrocampo di mister Di Pasquale. Di marca oraziana, invece, tutto il secondo tempo: l’innesto del polacco Branicki ridà vitalità a tutto l’undici gialloverde che, subita la marcatura di De Palma in sospetto fuorigioco, si porta in parità con un gran gol di Marco Conte e sfiora, nei minuti finali, il gol della vittoria.
Questi gli highlights principali così come tratti dai più importanti quotidiani regionali:
- 5′. Su punizione battuta da Malagnino, spunta dalle retrovie Carlino che colpisce di testa mandando l’attrezzo poco lontano dal palo della porta difesa dall’ottimo Ferla;
- 7′. Sifonetti supera come birilli due difensori gialloverdi e tira in porta senza, però , alcun pericolo per il bravo Castelgrande;
- 12′. Papagni tenta la conclusione dalla lunga distanza: la palla sorvola la traversa;
- 20′. Sifonetti, che già prenota la palma di migliore in campo, taglia in area per il centravanti brindisino Picci che, però, si fa anticipare da Castelgrande;
- 21′. Ci prova, ancora da fuori area, Conte: ma la palla vola di nuovo sopra la traversa;
- 30′. Baratto, lanciato con precisione da Papagni, ferma la palla e con un preciso diagonale, mette in rete alle spalle di Ferla. D’angelo, però, annulla, perchè il numero 10 gialloverde avrebbe colpito, almeno secondo il direttore di gara, il pallone con la mano;
- 40′. Ci prova De Palma dalla distanza: la sua conclusione è debole e diventa facile preda di Castelgrande;
- 65′. GOL: Il Brindisi passa in vantaggio con De Palma. Una disattenzione della difesa gialloverde consente a Sifonetti di far filtrare una palla al centro dell’area oraziana. De Palma, che è solo e tenuto in gioco da Carlino (non però Picci che è in netto fuorigioco), ha tutto il tempo di stoppare e depositare il pallone in rete;
- 70′. Baratto dalla distanza manda ancora oltre la traversa;
- 75′. GOOOOOOL. Baratto, dalla posizione di trequartista, trova, grazie anche ai rapidi movimenti di Branicki e Ciocia, un corridoio diagonale sulla destra dell’attacco oraziano nel quale s’inserisce Conte. Il giovane centrocampista oraziano si porta avanti la palla e, giunto quasi al fondo, fa partire un diagonale di rara potenza che trafigge Ferla;
- 86′. Malagnino lancia Baratto il quale si porta via la palla e dalla posizione nella quale Conte ha trovato il gol del pari, sferra un diagonale altrettanto potente sul quale questa volta Ferla non si fa sorprendere;
- 92′. Ciocia, lanciato in contropiede, entra in area brindisina e la momento di calciare in porta, si fa anticipare da Ferla, il quale devia in corner.
La partita termina sul punteggio di parità con un gol per parte che accontenta, viste le occasioni sprecate dall’Horatiana, un Brindisi forse troppo presto convinto di poter portare via l’intera posta, e punisce, per l’ennesima volta, un undici, quello di mister Di Pasquale, che conferma tutte le difficoltà nel concretizzare la mole di gioco prodotta, ma, anche, una certa costanza nel pescare terne arbitrali diciamo “distratte”.
di Donato Mennuti