XIII^ Giornata (18/11/2007)
H. Venosa – Bitonto: 0 – 0
CURCI. San Valerio Martire si festeggia il 22 gennaio: un pensiero quel giorno i tifosi oraziani lo dovranno fare a Questo Santo. Eh si: perché un portiere di nome Valerio e di cognome Curci domenica scorsa, contro la capolista Bitonto, i miracoli li ha dispensati manco fosse Padre Pio. Sono collane di perle le parate a cui ci ha abituati questo “Gatto del Tavoliere”: prima toglie le ragnatele dall’incrocio dei suoi pali su una grandissima punizione di Cimadomo e, poi, perla più rilucente, si tuffa a deviare in corner un gran colpo di testa di Iannini che forse solo Buffon … SANTOSUBITO (8,5).
TRANCHINO. Meno “Pendolino” del solito, questa volta non mette nessuno “a sedere per terra”. Perché c’è il Bitonto e con gli Scarlato, i Ferrara e i Buttazzoni, non si scherza. Pari si può dire per gli uomini d’oro neroverdi con lui: perché superarlo, dal suo lato, è difficilissimo. Si batte, questa volta più in difesa, come un leone ed aggiunge alla sua stagione, per restare in tema, un’altra perla. FRENATO (7).
GIUNTA. E’ falso che “non è il suo miglior momento di forma e però svolge comunque il suo compitino” come ripete, da qualche, settimana, certa stampa. Lui, vivaddio, non se la prende: è l’altro “ragazzino” della difesa di mister Di Pasquale. Ma non si vede perchè tiene lo stesso botta all’attacco bitontino. Corre manco fosse “furiacavallodelwest” e, però, non perde mai la giusta lucidità per applicare i meccanismi difensivi imparati, con umiltà, in settimana. APPLICATO (6,5).
MUSCO. Fosse nato ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato l’incontrastato eroe del Colosseo. Come si dice in questi casi: stadio in delirio quando “il Nostro Mauro” sale sul proscenio e vanifica una pericolossisima ripartenza (tre contro uno) del Bitonto, arpionando, in spaccata coraggiosa, il pallone che Iannini stava regalando a Ferrara libero di andare verso Curci. Non si offenda Luciano Gorga, ma oggi è lui il GLADIATORE (8).
CARLINO. Come dicono i francesi: hors categorie. Come dire: di un’altra categoria. Ora di lui si accorge anche qualche giornalaio folgorato sulla via di Damasco. Lo elenca, come ha sempre fatto da inizio stagione il sottoscritto, tra i migliori in campo. Domenica non solo è tale, ma sfodera giocate di così alta scuola calcistica che “Giù il capello: passa Carlino”. Poi, ad un certo punto, si avventura in area bitontina e dal suo limite si esibisce in una cercata, spettacolarissima e magica sforbiciata che nemmeno HARRY POTTER in giornata di vena (8).
PAPAGNI. Percorre chilometri e chilometri in stile Forrest Gump: ingaggia e vince duelli nella sfera di centrocampo che solo Gattuso in finale a Berlino. Passa 96′ (la durata della gara) a darle e prenderle. All’Horatiana per caso: sembra che, fermo da qualche mese, avesse voglia di giocare e rintracciato l’amico Curci per telefono, gli abbia chiesto di intercedere presso mister Di Pasquale per venire a provare a Venosa. Leggenda metropolitana o BEATA PROVVIDENZA ? (7,5).
MIRABILE. Avete visto la facilità con cui l’ex Atalanta sgattaiola sulla fascia e mette in mezzo un pallone che fa venire il coccolone al giovane portiere Galeano? E’ un pericolo pubblico, sul binario di destra, Mirabile: catapulta in area avversaria palloni che meriterebbero almeno di avere destinatari. Ma Branicki è assente e l’ASD o A.C. (fate un pò Voi) Horatiana Venosa pensa che il calcio si giochi solo dalla cintola in giù. MINACCIA (7).
CONTE. L’altro ieri l’innominabile quotidiano di colore rosa che di solito orna il banco gelati dei bar, faceva i nomi delle migliori promesse della serie D. Marco Conte non c’era. Non se ne preoccupi il faro del centrocampo oraziano: quel giornale, a parte le condanne comminate alla Juventus nella vicenda di “Farsopoli”, non ne ha mai azzeccato uno di pronostici. L’avessero visto Conte domenica contro il Bitonto: sembrava Paulo Sousa della prima Juve di Lippi. Pressing asfissiante sui portatori di palla avversari e lanci di 30 – 40 metri a tagliare il campo per cercare e trovare Livieri e Persichino: vengono i brividi a pensare alla sua lucidità dopo la fatica a pressare. PRINCIPINO (7,5).
LIVIERI. Di Pasquale, vista l’assenza di Branicki, gli chiede di fare il Robinson Crusoe nell’isola deserta della difesa del Bitonto: praticamente tutto solo in pasto ai leoni della difesa neroverde. Lui non si fa intimorire e riesce nell’epica impresa di tenere, da solo, alta la squadra. Qualche volta manda pure in apprensione i marcantoni centrali di Zunico ma di miracoli evidentemente lui non ne può fare. Pazienza: per ora è solo un pregiato SCOIATTOLO ma aspettate e vedrete (7).
MALAGNINO. Non era al meglio delle condizioni fisiche. E si è visto. Ma se uno che è al 50% gioca come ha fatto domenica “Rocco ” con il Bitonto, beh allora qui c’è veramente da pregare, come pure ho detto qualche settimana fa, che il buon Dio ce lo conservi intatto. Lotta come al solito e prova diverse volte il tiro: impreciso. Aspettate che la fortuna gli faccia indovinare in partita le bombe che sferra in allenamento: e poi vedrete la tribuna del “Lorusso”… PUROSANGUE (7).
PERSICHINO (nella foto in alto). Domenica sembrava che giocasse con la palla legata al piede da un invisibile filo tipo yo-yo. Nessuno gliela toglieva. Sul suo binario è stato un iradiddio. Ad un certo punto, sull’out di sinistra nei pressi della bandiera del corner, ha ubriacato “solo” 3 difensori del Bitonto riuscendo, come l’Alberto Tomba di Calgary, a saltarli come paletti di slalom. BORDERLINE (7,5).
CIOCIA. Entra e, ammettetelo Voi che lo “taglierete” pure quando farà un gol alla “ggiggiriva”, lotta come un leone. Di Pasquale gli chiede di fare pressing nell’ultima mezz’ora sui portatori di palla avversari e lui, diligentemente, si mette a correre e rincorrere ogni maglia neroverde. Poi, però, sul più bello, quando è lui a ripartire in un micidiale contropiede (tre contro uno) che sarebbe letale per la capolista, invece di tagliare a sinistra per Malagnino, offre malamente il pallone ad un Persichino che non può arrivare a battere a rete. COMBATTENTE e SCELLERATO (6).
DI PASQUALE. L’Horatiana ferma, con i sentiti ringraziamenti di Chiricallo (Barletta) e Boccolini (Aversa), la corsa di un Bitonto che su dodici gare ne aveva vinte dieci pareggiandone solo due. Lo fa, udite udite, con cinque Under dall’inizio alla fine. Giocando a viso aperto contro la prima della classe e rischiando di voler e poter pure vincere. Ditemi Voi se dietro a tutta ’sta storia non c’è la “mano” di mister Di Pasquale (8).
di Donato Mennuti

