XI^ Giornata (04/11/2007)
H. Venosa – Gragnano:1 – 1
CURCI. Se non fosse per certi “grattacapi” fuoricampo, potrebbe pure sbadigliare: perchè il Gragnano non è che lo stuzzichi tanto. Anzi niente. A svegliarlo, però, ci pensa, “il fratellino minore”: quel bravo figlio di Giunta che gli fa trovare, davanti ed inaspettato, un Del Sorbo sul quale “comandante Valerio” nulla può. Riesce, anche questa volta, a non sbagliare un’uscita e strega quello sciagurato di Vitaglione (del Gragnano) che sbaglia, davanti ai suoi occhi, il più facile dei gol. IN ATTESA DI OCCUPAZIONE (6,5).
TRANCHINO. Per un’ora e un quarto sembra “in stato di grazia”. Gioca i suoi avversari, nella competente zona di difesa e più avanti in mediana laterale, come fossero birilli. Qualche volta addirittura mettendoli “sedere a terra”. Modeste sbavature nel finale non gli accreditano “la perfezione”, ma la standing ovation dei pochi tifosi oraziani è assolutamente meritata. Paradossalmente GIGANTE (7).
GIUNTA. “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. Appoggia a Del Sorbo (che non gioca con lui) la palla che porta in vantaggio il Gragnano. Abituato al “tapirulan” del Lorusso, pensa ad un retropassaggio che, sul più lento manto di Fasano, diventa assist per l’avversario. Lui si dispera non per finta: della serie “lo stipendio non è tutto”. Poi, anche con l’incitamento dei pochi, ma splendidi, Draghi Gialloverdi, si riprende e va a cercare addirittura il gol del pari. UN GIOCATORE LO VEDI DAL CORAGGIO (6).
MUSCO. Non sbaglia più un colpo il Capitano. Svetta su ogni palla e gli riescono bene, dopo l’arcigna e vinta lotta con il diretto avversario, anche gli appoggi che fanno ripartire la squadra. I suoi anticipi sono “suontosi”. Così come la concentrazione e la condizione fisica che ha ritrovato lavorando sodo e non prestando attenzione a chi, alcune domeniche fa, “arricciava il naso”. REDIVIVO (7).
CARLINO (nella foto in alto). Meno “bello a vedersi” di altre volte. Se mai più tosto e combattivo. Forse il manto condiziona anche lui, visto che di solito “fa il pavone” nell’aia della difesa gialloverde. E però questa volta è l’uomo della partita: anche se non lo dà a vedere. Nel senso che segna il gol del pari oraziano, ma fa credere a tutti che a segnarlo è stato Ciocia: che, udite udite, fa pace con i tifosi. PACIERE HOUDINI’ (7).
PAPAGNI. Scusate: ma sono questi i giocatori che qualche “malalingua venosina” li voleva “ammutinati” perché la Società non li paga? Prendete Papagni: e misurategli i chilometri e i recuperi macinati sino a quando è stato in campo. E poi ditemi se lui non merita almeno 5 voti in più di quella Società. COMBATTENTE (7).
MIRABILE. Hanno malamente scritto: “Si fa notare per alcune incursioni”. Per me, domenica, appena entrato, ha iniziato ad accendere le prime luci dell’Albero di Natale. Meditate gente: qualità e sostanza difficilmente convergono. In Mirabile sono la sintesi che, da qui in poi, porterà un sacco di regali alla causa oraziana. INTELLEGENTI PAUCA (6,5).
CONTE. Dirige, questa volta con meno ordine, il traffico del centrocampo oraziano. Ma corre e, con l’aiuto di Papagni, costringe il Gragnano a provare ad arrivare in area avversa solo con gli inutili lanci da dietro. Solo che non tenta mai, e però la colpa non è tutta sua, di arrivare alla lunetta e provare “il canestro da tre punti”. QUESTA VOLTA OPERAIO (6,5).
LIVIERI. Fa bene mister Di Pasquale a puntare su di lui. V’è pure la necessità: viste le regole. Ma creder in questo juniores è “un dovere”. Perché gioca, corre e crea spazi che solo “chi sa di calcio” può vedere. Sembra sempre, però, che gli manchi “quel qualcosa” che strappi il definitivo applauso. E a questo non può che sopperire lui e soltanto lui. GABBIANO (6);
MALAGNINO. Di nuovo super. Oramai non c’è stadio, tribuna e giornalista (di serie D) che non gli onori ovazione. E tanto a dispetto di chi lo vorrebbe al “Comunale”: che non è il vecchio stadio torinese della sua Juventus, ma quello (così è chiamato) della ridente cittadina di Banzi. Mai sia, ma se così fosse, i Boccolini, Zunico, Chiricallo ed altri, dovrebbero rivolgersi a “Chi l’ha visto” per rivederlo e conoscerne le qualità. IMPRENDIBILE. PORTENTO (7,5);
CHIAIESE. Una punizione da applausi che sfiora il pari. Due o tre tocchi d’esterno a seguire che forse solo Mancini (giocatore). Uno stop, palla alta, da circense. E basta. Nel futbol qualche volta si corre. E certe volte lo faceva anche Crujff … Bravo ma INUTILE (5,5);
CIOCIA. Inganna tutti e fa credere, ma senza furbizia o cattiveria, di aver segnato il gol del pari. Si sveste di maglia e corre, come un matto, in mezzo al campo, per esultare e fare pace con i tifosi gialloverdi. Quando vorrà vendere la Fontana di Trevi, di certo non la comprerà nessuno, ma, intanto, ha riconquistato il feeling con il popolo gialloverde, perché, entrato, ha cercato di far pareggiare l’Horatiana e riguadagnato l’amore dei Draghi. PRESTIGIATORE (6,5).
BRANICKI. Se un grande tifoso oraziano, per niente cattivo e in malafede, ma con in corpo “il Primitivo” al posto dell’Aglianico, gli grida di ritornarsene in “Polacchia”, e i Draghi gli intimano di smetterla, vuol dire che Branicki è entrato “nel cuore” del tifo gialloverde. Viene da una terra di “mezze” punte (Deyna, Lato) e “seconde” punte (Smolarek e Zibì Boniek), ma lui è centravanti. Forte, potente, arcigno e con un fisico che spaventa tutti. Trovatemi un tecnico che non ordina ai suoi difensori il raddoppio della sua marcatura. INDISPENSABILE (7).
DI PASQUALE. Chi non è stato a Fasano, prima, durante e dopo la partita che l’Horatiana ha pareggiato con il Gragnano, non può capire. Pur allenasse l’anno prossimo in Promozione, questo è un allenatore (come si chiamava una volta) e, soprattutto, un uomo, che il calcio venosino (ed il suo manuale) dovranno portare sempre nel cuore. NAPULE E’… (8)
di Donato Mennuti


